Alberto Rezzi, la libertà dell’acqua
La sua prima proposta di appuntamento è per lunedì 14 giugno dopo cena.
L’obiezione è spontanea: “Ma c’è la partita!”.
“Quale partita?”. “L’esordio dell’Italia ai Mondiali 2010 contro il Paraguay”.
“Ah sì, scusami, ma tutto ciò che non ha a che fare con l’acqua non mi interessa”,
scherza lui, che appartiene alla bassissima percentuale di uomini che non si sono incollati al monitor per l’evento mondiale.
E già capisci che la sua per l’acqua è una passione totalizzante, che viene dopo solo all’amore per le sue due donne (la piccola ha solo 5 mesi).
Incontriamo Alberto Rezzi nel paese in cui abita, a Borgo San Giacomo, nella gelateria artigianale Vanigliò che gli fa da sponsor.
Istruttore di nuoto e di apnea all’Europa Sporting Club e agonista del tiro subacqueo, Alberto riassume così i punti salienti della sua carriera:
“Ho iniziato a nuotare decisamente tardi, nel
2003 a 27 anni, per recuperare un ginocchio dopo un incidente. Da quel momento in poi ci ho preso gusto.
È stata mia sorella, l’anno dopo, a regalarmi un corso di apnea in Europa Sporting Club con Marco Brognoli, responsabile Fipsas e, posso dire, il mio mentore.
Da lì è iniziato tutto. Il lavoro come istruttore e tutte i vari brevetti: l’Apnea Academy di Umberto Pelizzari, il guru di questa disciplina in Italia, nel 2006; quello di assistente bagnanti, di istruttore di nuoto e poi via con tutte le altre specializzazioni dell’Apnea Academy, fino a conseguire il Master Instructor, la massima autorità nel settore completa anche di apnea in assetto variabile.
E l’elenco sarebbe ancora lungo, ma con la specializzazione Rescue, per il recupero in incidenti subacquei, e il brevetto di istruttore monopinna direi che abbiamo inquadrato i più importanti”.
D – Parliamo del versante agonistico e dei risultati più importanti.
R – Ho iniziato nel 2008 praticamente per gioco. In Europa Sporting Club è nata la squadra di tiro al bersaglio e gli istruttori Singia e De Luca (già protagonisti di un’intervista per I Magnifici di Europa Sporting Club, ndr), insieme a Marco Vergine, attuale campione Italiano, mi hanno coinvolto.
Le prime gare sono state decisamente improvvisate e goliardiche, ma nonostante tutto sono riuscito a classificarmi per i Campionati Italiani e a salire sul secondo gradino del podio nel biathlon. Secondo posto bissato anche l’anno dopo nel tiro libero e, forse perché mi ero detto “basta secondo”, nel
2010 mi sono classificato terzo nel biathlon.
Anche se, in realtà, il piazzamento di quest’anno per me vale come un primo, visto che da gennaio, quando è nata la mia bambina, a maggio, mese dei campionati, non ho più fatto nulla, a parte una gara in Europa Sporting Club.
D – Sapresti spiegare cosa ti appassiona tanto a tutto ciò che riguarda l’acqua?
R – Mi sento libero. Quando sono in acqua, indipendentemente dall’attività che sto facendo, mi sento libero. Addirittura tra una bracciata e l’altra dello stile libero riesco a rilassarmi, anche quando sto spingendo al limite.
Mentre dell’apnea mi piace il senso di tranquillità e benessere che mi trasmette lo stare anche solo pochi secondi sott’acqua.
D – Progetti per il futuro?
R – Compatibilmente con il lavoro e, soprattutto, con il tempo richiesto dalle mie due donne, che vengono prima di tutto, mi piacerebbe vincere i Campionati Italiani 2011 di Biathlon.
È difficile, ma voglio
la Polo Blu!