Giuseppe Orlini, l'avvocato volante di Europa Sporting Club
È inutile cercare di fare gli originali e cercare un nuovo soprannome per Giuseppe Orlini. Perché quando uno a 62 anni si porta dietro un nome da tempo un motivo ci sarà. Ed effettivamente Giuseppe l'appellativo di “Avvocato Volante” se l'è meritato attraverso la passione e i risultati di una vita.
Lui che di Europa Sporting Club è un pilastro dal 1981, dall'inizio, cioè, della storia del centro sportivo, sulle piste da sci c'era dalle età di 7 anni e la gavetta l'ha iniziata nei Trofei Topolino.
Il bambino non sapeva ancora che il suo futuro gli avrebbe riservato un curriculum da veterano, di oltre 300 vittorie, che si commenta da solo: argento ai Mondiali veterani di San Sicario e 2° miglior tempo assoluto in Gigante e bronzo in Super G con 3° miglior tempo assoluto. Secondo posto finale nei Circuiti di Coppa Italiana nelle edizioni 85/86, 87/88, 88/89 e un primo posto nella recente edizione 90/91. Altri 5 titoli italiani si susseguono tra il ‘92 e il 95 e continuano ad arrivare tra il '98 e il 2002, anni in cui partecipa ai campionati mondiali con piazzamenti nei primi tre posti.
Secondo master in Super G nel 2003 e 2005, nel 2005 e nel 2006 è rispettivamente terzo in Gigante e secondo i Super G. Per arrivare fino al recente terzo posto sempre in Super G.
D - Una carriera straordinaria, di oltre 470 gare e 300 vittorie…
E soprattutto di grandi soddisfazioni e di meravigliosi ricordi… Come l'aver fatto parte della Compagnia di Atleti Carabinieri di Selva di Val Gardena. Poi, a un certo punto, ho dovuto scegliere tra l'attività sportiva e l'attività commerciale di mio padre. Ho scelto la seconda, ma la passione per lo sport non mi ha abbandonato, e neppure i risultati.
D - Direi di no. La sua è una vita nell'agonismo che non è stata esente da prove molte dure.
L'agonismo, l'idea della gara e della sana competizione mi hanno permesso di continuare a chiedere al mio corpo e alla mia mente il rigore, la forza e la salute. Sono sempre loro, uniti alla passione, che mi hanno permesso anche di superare ben quattro interventi in cui i medici mi hanno praticamente supplicato di smetterla con lo sci. Non hanno capito che non posso…
D - Cosa vuol dire per lei l'agonismo, lo sci…
È tutto. Anche perché è una scelta che va al di là della gara e del gesto atletico. È una scelta di vita e, in particolare, di educazione ad essa, di rigore, di pulizia alimentare e mentale…. In Italia purtroppo non c'è una vera e propria cultura dello sport, basti vedere che spazio e che considerazione gli si dà all'interno delle scuole. Pensare che invece è davvero una palestra per mettere la stessa coerenza, costanza e impegno nella vita.
D - Per lei un atleta non è solo corpo..
No. Decisamente. Un atleta è prima di tutto la sua mente, il suo equilibrio emotivo, la sua volontà. Il fisico è più una macchina che si allena, la si spinge e la si perfeziona per arrivare a certi livelli. La mente è più sottile. Ma anche lei si può allenare. È colei che ti mostra le tue capacità e i tuoi limiti, ma che può darti anche la chiave di accesso alle risorse interiori che ti servono per superarli.
D - Lei è una sorta di memoria storica di Europa Sporting Club
Già. Ho visto crescere questo centro e Giorgio Dalla Bona, che gli ha dato quest'impronta davvero sportiva, in cui l'attività fisica non è solo un pretesto, ma il fulcro. Condivido la sua filosofia, che è la mia. Per questo sono rimasto legato negli anni a Europa Sporting Club, in cui ho visto crescere atleti che hanno pieno diritto di essere chiamati con questo nome.