
Mauro Ciarrocchi, “You're an Ironman”
“You're an Ironman!”. Al traguardo questa frase è un diritto che non spetta solo al primo classificato, ma a tutti gli atleti che portano a termine un percorso Triathlon su distanza Ironman. Viene detta ad uno ad uno, a tutti quelli che arrivano, anche in piena notte, perché se uno copre 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bicicletta e altri 42,195 a piedi è davvero un “Uomo di Ferro”.
Ebbene, Mauro Ciarocchi, 46 anni, nella sua vita questa frase se l'è sentita dire 15 volte. E allora uno si aspetta di incontrare, in Europa Sporting Club, un “mostro sacro” di quelli cha fanno soggezione e che si guardano dal basso all'alto.
Poi, invece, incontri Mauro, quasi esile in quella timidezza schiva, che fa sì che siano i suoi amici atleti a completare i suoi racconti sempre troppo modesti. Così capisci che Mauro è davvero un mostro, fatto di nervi, volontà e di un amore infinito e profondo per quello che fa.
Il mio caso non è diverso dagli altri. Si comincia sempre per un sogno, che sembra impossibile finché non lo realizzi. Nel mio caso il pensiero fisso era partecipare a un Ironman delle Hawaii, che è considerato il “campionato del mondo di Ironman”, per accedere al quale devi qualificarti in altre gare del circuito. Nel 1994 avevo fatto il mio primo Triathlon e, così, nel 2000 decisi di tentare l'Ironman della Germania… La sera stessa mi sono ripromesso di non farlo mai più!
D - E invece?
Invece… è arrivato il richiamo, quello del sogno. Subito dopo è arrivato l'Ironman dell'Austria nel 2001 e quello di Zurigo nel 2003, grazie al quale mi sono qualificato per le Hawaii, dove sono andato nell'ottobre di quell'anno.
D - Che emozione dà un sogno che si realizza?
È sempre difficile spiegare con le parole. Quelle che ho sempre in testa sono quelle che compongono la frase “You're an Ironman” e quella sensazione di essere il vincitore, qualunque sia il piazzamento, perché quella non è una gara che si corre per una classifica. Basta indossare il braccialetto che individua gli Ironman e la gente ti tratta come un eroe, come una persona fuori dal comune, e tu finisci per sentirti tale.
D - Eppure, una volta realizzato il sogno, non ti sei fermato.
No, perché quando ne realizzi uno è normale che ne nasca un altro. Così, mi sono dato l'obiettivo di qualificarmi un anno sì e uno no.
D - E ci sei riuscito. Cosa che è già eccezionale di per sé! Ma i tuoi amici sostengono che hai fatto anche di più.
Nel 2004 - racconta Mauro con l'umiltà che, probabilmente, ha avuto tanto gioco nel raggiungimento di questi successi - in Norvegia mi sono classificato nono assoluto e, nel 2005, undicesimo su 270 nella mia categoria. Nel 2003 e nel 2005 alle Hawaii mi sono piazzato come Migliore Italiano. Quindi, nel 2007 a Francoforte ho segnato il miglior tempo su distanza Ironman e poi in Spagna, nel 2006, sono arrivato primo assoluto (con una frazione in bici in mountain bike invece che con la bici da corsa) e, nel 2008, secondo assoluto.
D - Nel 2009?
Trentaduesimo assoluto e secondo di categoria in Malesia, con qualificazione all'Ironman delle Hawaii che mi aspetta ad ottobre.
D - Sono senza parole…Com'è possibile per un uomo che nella vita ha un lavoro, fa altro, realizzare tutto questo?
In primo luogo un merito importante va a mia moglie, che ha sempre seguito questa mia passione. Senza il suo appoggio nulla di tutto ciò sarebbe stato possibile. Poi ho avuto la fortuna di avere a disposizione un luogo, come Europa Sporting Club dove è possibile allenarsi per una gara del genere. Qui, infatti, ho a disposizione le piscine, quella del centro e quelle di Viale Piave, la palestra, i percorsi che si snodano sull'esterno… E, soprattutto, ci sono una serie di amici, atleti e professionisti che mi hanno dato una grande mano. In particolar modo a Europa Sporting Club riconosco il grande merito di avere creato la prima società di Triathlon della città. Finalmente posso fare parte di una società della mia città.
D - È una storia incredibile…
Non so. Per me fare sport e sudare è tutto. Non potrei farne a meno. Sono un paio di settimane che sono a riposo dopo l'ultima gara Ironman e non ce la faccio più!